Un viaggio tra Storia e socialità: le Classi Quinte a Praga e Mauthausen
Si è concluso da pochi giorni il viaggio di istruzione che ha visto protagoniste le classi Quinte del nostro Istituto, impegnate in un itinerario tra le meraviglie architettoniche di Praga e la memoria profonda del campo di concentramento di Mauthausen.
Più che una semplice gita, l’esperienza si è rivelata un momento di crescita straordinario, capace di unire l’approfondimento storico alla costruzione di legami umani autentici.
Un clima di condivisione e rispetto
Ciò che ha reso questo viaggio davvero speciale è stato il clima di grande serenità e collaborazione che si è respirato fin dalla partenza. In un momento cruciale del loro percorso scolastico, a pochi mesi dall'Esame di Maturità, i ragazzi hanno saputo creare un'atmosfera di coesione non scontata.
Finalmente, studenti di plessi diversi si sono incontrati davvero, non solo condividendo uno spazio, ma abbattendo una certa cortina di diffidenza e pregiudizio che la distanza e la mancanza di conoscenza reciproca hanno sollevato nel tempo, dimostrando spirito di gruppo, inclusione e mutuo supporto. Da questo incontro sono nati legami autentici, amicizie inaspettate, connessioni più profonde che trasformeranno questo viaggio in un bel ricordo da custodire dentro di sé.
I docenti accompagnatori hanno espresso grande soddisfazione anche per il rapporto di fiducia condivisa che si è instaurato: il viaggio ha permesso di abbattere le barriere formali della cattedra, favorendo un confronto maturo e costruttivo tra adulti e giovani.
Responsabilità e maturità
Una nota di merito va alla maggior parte dei nostri studenti per il comportamento mantenuto per l’intera durata della permanenza all'estero. Dalla puntualità negli appuntamenti alla gestione degli spazi comuni, i ragazzi hanno dato prova di consapevolezza, senso di responsabilità e rispetto verso le persone incontrate, le strutture ospitanti e il patrimonio artistico visitato.
Il silenzio di Mauthausen: un coinvolgimento profondo
Il momento più toccante dell’itinerario è stato indubbiamente la visita al Memoriale di Mauthausen. In questo luogo di dolore, il silenzio dei ragazzi è stato più eloquente di mille parole.
L'impatto emotivo è stato visibile sul volto di ciascuno: non si è trattato solo di una visita didattica, ma di un vero e proprio atto di testimonianza. Il rispetto sacrale verso il luogo e il ricordo delle vittime ha confermato la maturità di una generazione che, quando vuole, sa interrogarsi sulla storia e sulle sue ferite, facendosi carico del dovere della memoria.
In questa occasione così particolare, gli studenti hanno dimostrato che la scuola ha seminato bene. Gli incontri, la sensibilizzazione, l'educazione all'empatia e alla comprensione del dolore altrui non sono state semplici lezioni destinate a svanire tra i banchi, ma hanno lasciato un segno vivo. E quel segno è emerso spontaneamente, senza che nessuno lo chiedesse: nel silenzio rispettoso, nei gesti misurati, nella capacità di percepire da soli il respiro di quel luogo. È lì che si è visto che l'educazione impartita ha davvero funzionato e questo è per noi motivo d'orgoglio.
Le classi Quinte tornano a scuola con un bagaglio culturale arricchito, ma soprattutto regalandoci la consapevolezza che il nostro Istituto è fatto di persone di valore.
Grazie ai ragazzi per aver reso questo viaggio indimenticabile e ai docenti per aver guidato questa esperienza con passione.






