L'officina delle storie: il "Book Tasting" della 2T alla Biblioteca di Bassano
Un menù letterario per scoprire che leggere non è un obbligo, ma un atto di libertà e democrazia.
Immaginate di entrare in una stanza, sedervi a una tavola imbandita e trovare davanti a voi... un menù fatto di storie. Niente piatti fumanti, ma copertine, trame e incipit tutti da gustare. È esattamente l'esperienza inaspettata e coinvolgente che hanno vissuto i ragazzi della classe 2T dell'IIS Scotton, protagonisti di un progetto che ha rivoluzionato l'approccio alla lettura.
A fare da cornice a questa esperienza è stata la Biblioteca Civica di Bassano. Dimenticate la solita, monotona visita tra gli scaffali: la classe è stata catapultata in un vero e proprio Book Tasting (un 'assaggio' di libri), ispirato alla metodologia del WRW (Writing and Reading Workshop). L'intuizione nasce dalla professoressa di Lettere Barbara Antoniel, ideatrice e conduttrice del progetto, che ha unito le forze con la bibliotecaria Laura Melotti. Insieme hanno 'cucinato' un menù su misura per la 2T: una curatissima selezione di romanzi Young Adult popolati da protagonisti tra i 14 e i 18 anni. Non una scelta casuale, ma un invito mirato a offrire ai ragazzi uno specchio in cui riconoscere le proprie sfide, paure ed emozioni quotidiane.
Seduti ai tavoli, gli studenti hanno potuto "assaggiare" le prime pagine, testare il ritmo della narrazione e, soprattutto, esercitare il diritto più importante di ogni cittadino e lettore: scegliere cosa "mangiare" e scartare liberamente ciò che non incontrava i loro gusti.
Per i ragazzi, scoprire che anche un libro è uno strumento da testare e selezionare con cura è stata una rivelazione. Proprio come si sceglie l'attrezzo perfetto per un lavoro di precisione, così si cerca la storia giusta per il proprio momento di vita: se non funziona, si cambia.
Dalla biblioteca alla classe: il taccuino del critico
Il progetto non si è esaurito tra gli scaffali della biblioteca. Tornati in aula, l'assaggio si è trasformato in nutrimento. Al posto della tradizionale "scheda libro" da compilare come un compito freddo, ogni studente ha utilizzato il proprio "taccuino del critico": uno spazio personale dove annotare impressioni libere, "note di sapore", citazioni fulminanti e riflessioni suscitate dalla lettura.
Sotto la guida della professoressa Antoniel, i ragazzi hanno trasformato l'aula in un laboratorio di pensiero critico. Poter scegliere la propria storia ha scardinato l'idea della lettura come un dovere scolastico imposto dall'alto, facendola diventare un esercizio quotidiano di democrazia. E hanno avuto la conferma che la cultura e le biblioteche non sono dispense polverose, ma centrali elettriche di emozioni, pronte ad accendere le menti di chi costruirà e curerà il nostro domani.



