BREFF e Scotton: il cinema incontra la scuola

Per il nono anno consecutivo, studenti e studentesse delle sedi di Breganze dello Scotton hanno avuto modo di visionare una delle pellicole partecipanti al BREFF (Breganze Film Festival), rassegna che seleziona cinema d’autore che solitamente trova meno spazio nel panorama commerciale.

Scopo del connubio è avvicinare gli alunni a prodotti culturali con cui difficilmente entrerebbero in contatto e usare la proiezione per avviare momenti di discussione e argomentazione attraverso un mezzo, quello cinematografico, in grado di suscitare idee e riflessioni sempre stimolanti e utili sia alla didattica di disciplina sia all’educazione civica.

Il film visionato presso la sala “G. Verdi” è stato Il Maestro di Andrea Di Stefano, ambientato nell’estate di fine anni Ottanta. Alla proiezione hanno partecipato anche Astrid Meloni e Giovanni Ludeno, attori del film, che hanno intrattenuto un dibattito alla fine della proiezione.

Il Maestro di Andrea Di Stefano

Protagonista è Felice (Tiziano Menichelli), tredicenne di talento nel tennis, gravato dalle aspettative di un padre che ha investito tutto sul suo futuro sportivo.

In vista dei tornei nazionali, il ragazzo viene affidato a Raul Gatti (Pierfrancesco Favino), ex tennista dal passato modesto e irrisolto. Disilluso e segnato dai rimpianti, Raul accetta l’incarico come possibile occasione di riscatto.

Ne nasce un viaggio lungo la costa italiana, tra tornei, sconfitte e incontri casuali. Nel rapporto, spesso conflittuale, tra maestro e allievo emergono paure e fragilità: Felice impara a non giocare per soddisfare gli altri, Raul a dare senso a una carriera incompiuta. Tra i due si costruisce un legame profondo, destinato a cambiarli entrambi.

Il Maestro offre diversi spunti di riflessione per le studentesse e gli studenti. Il rapporto tra Felice e il padre mostra come le aspettative dei genitori possano influenzare la crescita dei figli, tra sostegno e pressione. Il legame tra Felice e Raul evidenzia fragilità, frustrazioni e desiderio di riscatto, offrendo spunti per sviluppare consapevolezza emotiva ed empatia. Raul rappresenta un modello adulto non idealizzato: imperfetto e segnato da fallimenti ma capace di rimettersi in gioco. In questo modo il film propone una visione realistica del successo e della vita adulta.

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